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LUNEDì 20

A Musical Response To Political Facts (Live radio/visual show) + Sandra Mason dj set

avviso alle/i socə - ingresso con tessera ARCI 2025/2026 - dalle ore 22

A Musical Response To Political Facts (Live radio/visual show) + Sandra Mason dj set
Un racconto biografico/musicale della vertiginosa parabola artistica e politica di Bryn Jones aka Muslimgauze (1961-1999).
Miki Semascus e Bucci si addentrano nell’immensa discografia di uno dei più prolifici, originali e radicali musicisti elettronici, per raccontare una vita dedicata alla musica ed ascoltare una musica fedele solo alle proprie idee.
Bryn Jones aka Muslimgauze (Manchester, 1961-1999) è una storia nella storia della musica contemporanea.
Una monade nel panorma musicale eppure una galassia a se stante, un progetto vertiginoso, infinitamente mutevole eppure determinato e ossessivo, capace nella sua iper-prolificità (una discografia mostruosa, che continua a crescere anche dopo tanti anni dalla sua morte), di attraversare ogni stile della musica elettronica e ridefinirlo secondo un preciso approccio espressivo, estetico e politico.
Dai primi anni 80 la causa palestinese e poi tutte le fibrillazioni ed i conflitti dell’intero mondo islamico, diventano il fil rouge che lega la vita artistica del musicista inglese. La musica del medio e lontano oriente, le sue voci e i suoi soundscapes, i suoi strumenti e ritmi tradizionali vengono suonati, processati, filtrati e ricombinati da analogiche tecnologie elettroniche e tecniche di studio, scolpendo un dirompente connubio di ancestrale e distopico, istintivo e senza compromessi.Tutto senza essere un musulmano e senza mai allontanarsi davvero da Manchester.
Ha vissuto tutta la sua vita facendo musica. La sua comunicazione è sempre rimasta stringata e remota: poche interviste, pochi concerti e persino fotografie, nessun testo -la sua sterminata produzione è interamente strumentale-, poche taglienti note di copertina o occasionali dichiarazioni private, comunicando esclusivamente attraverso la musica e i dischi, intesi non solo come formato fisico della musica o prodotto artistico ma anche come potente vettore iconografico, prima e dopo internet, fino alla sua prematura scomparsa. Tanto parco nella comunicazione e nella personalità quanto frontale, inflessibile e provocatorio nei titoli, nell’immaginario e nei riferimenti e campionamenti.
Muslimgauze è una parabola di disperazione politica ed estasi musicale.
Una sola frase spiega e sintetizza questo progetto, mantenendo al contempo la forza e l’impossibile equilibrio: “Muslimgauze is a musical response to political facts”.

MARTEDì 21

𝑵𝘼𝒁𝙍𝑨 - 𝑷𝙖𝒍𝙚𝒔𝙩𝒊𝙣𝒆 𝑺𝙝𝒐𝙧𝒕 𝑭𝙞𝒍𝙢 𝙁𝒆𝙨𝒕𝙞𝒗𝙖𝒍

avviso alle/i socə - ingresso con tessera ARCI 2025/2026 - dalle ore 21

NAZRA 25
Giunto alla sua ottava edizione, il Nazra Festival 2025 si presenta come un appuntamento cruciale per dare voce alla narrazione palestinese. Dal 6 al 31 ottobre 2025, una selezione di 80 cortometraggi offriranno una testimonianza fondamentale su questo popolo, includendo lavori firmati da cineasti palestinesi a cortometraggi realizzati da registi internazionali che hanno rivolto il loro sguardo verso questa realtà.

Elenco con sinossi:

THE FLOWERS STAND SILENTLY, WITNESSING (17’)
Theo Panagopoulos (Vincitore Sezione: Opere Sperimentali)

Durante il mandato britannico, un missionario scozzese filma la flora selvatica in Palestina. Quando il regista scopre l’archivio ormai dimenticato, decide di riappropriarsene. Questo delicato film ridiscute il ruolo della produzione di immagini come strumento di testimonianza ma anche di violenza, in particolare in rapporto al legame tra persone e terra.

UNDR (15’)
Kamal Aljafari

La prospettiva verticale dell’occupazione dallo spazio aereo fino ai siti archeologici sepolti trasforma il paesaggio palestinese, in questo videosaggio suggestivo che rielabora materiale d’archivio evidenziando il ciclo di distruzione e rinascita su una superficie colpita da continue esplosioni.

MASHED POTATOES (13’)
Suha Araj

Cynthia Samuel Bakri, Adam Bakri e Noura Erakat in un corto presentato al Woodstock Film Festival sulla disumanizzazione degli arabi dopo l’11 settembre e il ruolo dei media americani. I due attori e coniugi Bakri interpretano una coppia araba la cui solidità viene messa a dura prova a causa del giornalista Thomas Friedman.

DEFERRED RECLAIM (11’)
Abdallah Motan

Dal 2015 l’esercito israeliano si rifiuta di consegnare i corpi dei palestinesi deceduti fra le loro mani. Questo cortometraggio racconta lo strazio di due madri palestinesi: una non conosce la sorte del figlio, l’altra è privata del diritto ad una sepoltura dignitosa.

CINEMA AL-AMAL (11’24’’)
Rana Abushkhaidem

Impreziosito da foto d’epoca in bianco e nero, questo corto è un viaggio nostalgico dentro un cinema abbandonato che si trasforma in una riflessione sul ruolo e il potere degli archivi.

A DAY IN THE TENT (3’55’’)
Haneen Koraz

Corto d’animazione frutto di un progetto di workshop per bambini rifugiati a Gaza. Spaccato di vita quotidiana in una tenda per sfollati nel centro di Gaza. Nonostante le molte difficoltà e la sofferenza percepibile, il film ritrae questi momenti con umorismo, evidenziando le lotte che le persone affrontano in circostanze così difficili.

MAWTINI (MY HOMELAND) (18’46’’)
Fateema Al-Hamaydeh Miller

In lutto per la perdita della nonna, Nawal si concentra sul mantenere in vita un alberello di fico, il suo ultimo legame con la Palestina. Quando incontra Tanya, un’anziana indigena nel suo nuovo condominio, scopre cosa significhino davvero la resilienza e il legame con la terra sotto il colonialismo e il capitalismo.

Tot 90’

Apertura h 21.00
A seguire DJset di Kybbe
Ingresso con tessera ARCI 2025/2026

MERCOLEDì 22

Les Biologistes Marins (Release Party) + Jipo Records' Tedd7 Fear & Shelly Djset

avviso alle/i socə - ingresso con tessera ARCI 2025/2026 - dalle ore 22

Les Biologistes Marins (Release Party)
Looking Out for Dolphins is a site-specific sound suite — a continuous, immersive composition shaped through a series of improvisational and compositional sessions conducted by Les Biologistes Marins.
A personal cartography of memories is offered, atmospheres and acoustic impressions experienced along the coast and inland.
The title track was composed immediately following a sail on a traditional vela latina boat. As the sun set, the sea darkened to black. The boatman remarked:
“It might be the time.”
“Time for what?”
“For dolphins to pass by.”
Dai primi anni 80 la causa palestinese e poi tutte le fibrillazioni ed i conflitti dell’intero mondo islamico, diventano il fil rouge che lega la vita artistica del musicista inglese. La musica del medio e lontano oriente, le sue voci e i suoi soundscapes, i suoi strumenti e ritmi tradizionali vengono suonati, processati, filtrati e ricombinati da analogiche tecnologie elettroniche e tecniche di studio, scolpendo un dirompente connubio di ancestrale e distopico, istintivo e senza compromessi.Tutto senza essere un musulmano e senza mai allontanarsi davvero da Manchester.
Ha vissuto tutta la sua vita facendo musica. La sua comunicazione è sempre rimasta stringata e remota: poche interviste, pochi concerti e persino fotografie, nessun testo -la sua sterminata produzione è interamente strumentale-, poche taglienti note di copertina o occasionali dichiarazioni private, comunicando esclusivamente attraverso la musica e i dischi, intesi non solo come formato fisico della musica o prodotto artistico ma anche come potente vettore iconografico, prima e dopo internet, fino alla sua prematura scomparsa. Tanto parco nella comunicazione e nella personalità quanto frontale, inflessibile e provocatorio nei titoli, nell’immaginario e nei riferimenti e campionamenti.
Muslimgauze è una parabola di disperazione politica ed estasi musicale.
Una sola frase spiega e sintetizza questo progetto, mantenendo al contempo la forza e l’impossibile equilibrio: “Muslimgauze is a musical response to political facts”.

GIOVEDì 23

Maria Violenza (Release Party ) + Simona Beat & Steve Pepe Djset

avviso alle/i socə - ingresso con tessera ARCI 2025/2026 - dalle ore 22

Maria Violenza (Release Party / KAKAKIDS RECORDS) Live
Originaria di Palermo (alto luogo dell'inquisizione siciliana) MARIA VIOLENZA incarna la vendetta degli eretici. Traduce la sofferenza attraverso melodie punk e sintetiche, un viaggio metropolitano in senso inverso da Medina alla Mecca.
a seguire Simona Beat & Steve Pepe dj set
Dai primi anni 80 la causa palestinese e poi tutte le fibrillazioni ed i conflitti dell’intero mondo islamico, diventano il fil rouge che lega la vita artistica del musicista inglese. La musica del medio e lontano oriente, le sue voci e i suoi soundscapes, i suoi strumenti e ritmi tradizionali vengono suonati, processati, filtrati e ricombinati da analogiche tecnologie elettroniche e tecniche di studio, scolpendo un dirompente connubio di ancestrale e distopico, istintivo e senza compromessi.Tutto senza essere un musulmano e senza mai allontanarsi davvero da Manchester.
Ha vissuto tutta la sua vita facendo musica. La sua comunicazione è sempre rimasta stringata e remota: poche interviste, pochi concerti e persino fotografie, nessun testo -la sua sterminata produzione è interamente strumentale-, poche taglienti note di copertina o occasionali dichiarazioni private, comunicando esclusivamente attraverso la musica e i dischi, intesi non solo come formato fisico della musica o prodotto artistico ma anche come potente vettore iconografico, prima e dopo internet, fino alla sua prematura scomparsa. Tanto parco nella comunicazione e nella personalità quanto frontale, inflessibile e provocatorio nei titoli, nell’immaginario e nei riferimenti e campionamenti.
Muslimgauze è una parabola di disperazione politica ed estasi musicale.
Una sola frase spiega e sintetizza questo progetto, mantenendo al contempo la forza e l’impossibile equilibrio: “Muslimgauze is a musical response to political facts”.

VENERDì 24

COTTON FIOC (proiezione + djset)

avviso alle/i socə - ingresso con tessera ARCI 2025/2026 - dalle ore 22

Il 24 ottobre 2025 si terrà il primo evento ufficiale di COTTON FIOC, dopo la presentazione privata al Warner Village Cinema Moderno (29 gennaio 2025) e l’anteprima nazionale al Pigneto Film Festival (30 settembre 2025).
Il progetto nasce da una raccolta di racconti surreali, da cui sono stati tratti tre cortometraggi (L’arca di No Eh!, Darietto il pescatore e Preistoricall). La serata prevede la proiezione dei film, la lettura di alcuni testi della raccolta e, a seguire, il dj set della Cotton Crew.

SABATO 25

Heart Of Snake & Mira (Maple Death records) Live + Smasta Djset

avviso alle/i socə - ingresso con tessera ARCI 2025/2026 - dalle ore 22

Heart Of Snake & Mira (Maple Death records) Live
Shrouded in mystery just like their magical compositions Torino’s collective Heart Of Snake are joined by Mira for their first release in six years, the enchanted ragged vibration of ‘Chamareops’, a 40 minute opus that just like the cold-hardy palm that lends its name to the album, blends classical guitar, desert folk, meditative exotica and distant island lullabies that withstand the test of time.
a seguire Smasta dj set

DOMENICA 26

Lilith Minifest

avviso alle/i socə - ingresso con tessera ARCI 2025/2026 - dalle ore 23

Anche il Fanfulla ospiterà una notte di festa e partecipazione libera nata dalla vicinanza di amiche di Lilith Primavera, attrice, performer e attivista, per
sostenerla concretamente nel delicato percorso di revisione chirurgica e affermazione di genere dopo un primo intervento di transizione nel 2005 e le vicissitudini mediche che da allora hanno costellato la sua vita, tra inadeguatezza del sistema sanitario, scarso accesso
alle cure per le persone trans e stigmi sociali.
La risposta solidale dell’ecosistema affettivo che gravita attorno alla performer romana andrà a supportare la campagna di crowfunding lanciata da Lilith sul portale GoFundMe.
La serata si intende non solo come un evento di raccolta fondi, ma anche e soprattutto come momento politico e culturale per accendere i riflettori su un tema spesso invisibile: la salute delle donne, delle soggettività LGBTQIA+ e in particolare delle persone trans.
Ad inaugurare questa notte di sostegno in festa, sarà un’intervista a Lilith condotta da Barbara Cavalier sottoforma di “Memoriter” musicale: navigheremo insieme sul flusso di ricordi musicali strettamente intrecciati alla storia emotiva e biografica di Lilith, per conoscere (o conoscere ancora meglio) la nostra amica .
L’intervista sarà accessibile dal vivo, in diretta on-line su Radio Underground, oppure sulla pagina delle Trasmissioni Radiofoniche da Roma Est.
Subito dopo approderanno in console le/gli amic* Alessandra Greco, Emilia Verginelli, Mik the Zone e Lady Maru.
Balleremo insieme fino a notte fonda in una festa collettiva, per celebrare le infinite mutazioni di tutt*, a partire da Lilith, e perché tutti i corpi feriti possano transitare felici verso la propria gioia.
Quando?
Domenica 26 novembre
dalle h 23:00 a notte fonda
al Fanfulla 5a- via Fanfulla da Lodi 5/a
Il ricavato della serata andrà interamente a supporto della campagna di crowfunding lancita su GoFundme a sostegno di Lilith
https://www.gofundme.com/.../sostieni-la-revisione...
Vieni, partecipa, balla con noi!